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Un nuovo decreto per disciplinare la mediazione e la formazione

Un nuovo decreto per disciplinare la mediazione e la formazione
di Laura Di Domenico
Addetto Stampa CONCILIA LEX

Da autorevoli fonti interne al Ministero della Giustizia si apprende che è in stato di emanazione un nuovo decreto atto a disciplinare e regolamentare meglio la mediazione e la formazione per mediatore.

Una nuova regolamentazione si rende necessaria e indispensabile dal momento che, a distanza di più di un anno dall’entrata in vigore dell’istituto della mediazione, sono ancora troppe le incertezze e le criticità che gravitano intorno alla procedura conciliativa.

Se a monte vi è una legislazione in materia alquanto lacunosa e poco chiara che lascia troppo spazio all’interpretazione e al libero arbitrio degli operatori del settore, a valle vi sono organismi ed enti di formazione che sembrano più impegnati a fare solo ed unicamente business piuttosto che a curare la qualità del servizio di mediazione e di formazione erogati all’utenza.

In virtù di questa assurda strategia aziendale sono sorti organismi che hanno aperto una miriade di sedi in tutta Italia che spesso risultano strutture inoperative o scadenti che non hanno ben chiaro l’attività da svolgere e gli obiettivi da raggiungere.

Stessa cosa dicasi per gli enti di formazione che inizialmente hanno avuto un periodo florido organizzando numerosi corsi di formazione per mediatori quando in realtà si sapeva ben poco di questa nuova procedura.

I formatori risultavano e tuttora in stragrande maggioranza risultano inadeguati a trasferire competenze e conoscenze alla platea di futuri mediatori in quanto essi stessi non hanno maturato una vasta esperienza in materia e quei pochi docenti davvero validi, che hanno avuto modo di approfondire il settore in Europa o all’estero, hanno un costo elevato che non tutti gli enti possono o vogliono sopportare.

Ne derivano quindi corsi dove le lezioni si riducono a sterili commenti dei decreti inerenti la mediazione emanati dal Ministero della Giustizia con la conseguenza di abilitare all’esercizio della professione di mediatore persone inesperte e non consapevoli del proprio ruolo.

Le autorità ministeriali si sono accorte di questo preoccupante stato dell’arte venutosi a creare in Italia e hanno intenzione di porre rimedio ponendo paletti e parametri seri e rigidi per chi intende erogare all’utenza il servizio di mediazione e di formazione.

Dunque, la riforma riguarderà in primis gli organismi di mediazione e gli enti di formazione, sia pubblici che privati, che dovranno possedere una certificazione apposita per lo svolgimento dell’attività di mediazione e di formazione. Verranno posti requisiti rigorosi per l’apertura di sedi operative che dovranno funzionare a tutti gli effetti in linea con i dettami ministeriali e con quelli dell’organismo cui appartengono. Dovranno sicuramente essere strutture autonome ed indipendenti e non stanze di studi professionali occasionalmente adibite a sale di mediazione...punto focale che l’organismo di mediazione ed ente di formazione Concilia Lex S.p.A. ha sempre sostenuto, voluto e portato avanti creando poche ma valide sedi operative gestite da partners che seguono scrupolosamente le direttive della sede legale da cui hanno ricevuto un’adeguata formazione.

Altre novità riguardano il settore della formazione per mediatori. Dato che il buon esito della mediazione dipende sostanzialmente dalla bravura del mediatore nel capire le esigenze di entrambe le parti in lite e nel guidarle verso la ricerca di un accordo condiviso e gratificante, è necessario che la formazione erogata sia di qualità e finalizzata alla pratica.

Di contro è indispensabile che i docenti, che hanno l’importante compito di formare i mediatori, siano essi stessi altamente qualificati e competenti in materia.

Dallo storico palazzo del Dicastero di Via Arenula trapelano notizie relative all’innalzamento dei requisiti richiesti ai formatori teorici e pratici.

In effetti, le tre pubblicazioni scientifiche in materia o le tre mediazioni effettuate unitamente all’attività di docenza in corsi o seminari presso enti pubblici, ordini professionali o università, requisiti essenziali per acquisire la qualifica di docente teorico e pratico per la mediazione, risultano davvero troppo modesti! Secondo Concilia Lex S.p.A. dovrebbe valere un’esperienza pluriennale maturata presso organismi o enti europei o esteri dove la mediazione è attiva già da diverso tempo.

Si confida, dunque, nell’emanazione del Decreto ministeriale al più presto, forse già verso fine agosto, in modo da poter qualificare l’istituto della mediazione che, se svolta in maniera magistrale, può davvero cambiare in positivo l’ormai obsoleto e lento sistema della Giustizia in Italia in un’ottica di crescita e modernità.

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