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Relazione del Ministro Annamaria Cancellieri al Senato:

Relazione del Ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri al Senato
di Arianna Attianese
Addetto Marketing CONCILIA LEX

Sulla Giustizia,Governo e maggioranza non trovano l'accordo. Materia del contendere è la nuova geografia giudiziaria, su cui il Ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri ha comunicato ieri 20.05.2013 alla Commissione Giustizia del Senato la contrarietà del Governo a una proroga del termine stabilito per l'operatività della riforma, stabilita per il 13.09.2013.
Per tutta risposta il PD, PDL, e Movimento 5 Stelle, hanno confermato invece l'intenzione di rinviarla di un anno o almeno di aspettare la decisione della Corte Costituzionale, sulle eccezioni di costituzionalità alla legge delega e ai decreti attuativi, udienza fissata per il 02.07.2013.
Nell'illustrare a Palazzo Madama, la linea che il Ministro della Giustizia Cancellieri, intende perseguire, ha sollecitato le forze politiche a considerare il cittadino al centro del pianeta giustizia, mettendo da parte pregiudizi ideologici e visioni monocolari e non ha nascosto le ormai frequenti esasperazioni e contrapposizioni tra politica e giustizia, prepotente fattore di disaffezione del cittadino e delle aziende verso il mondo delle istituzioni.
" Arroccarsi su posizioni preconcette, non aiuta il percorso delle riforme e perciò, occorre superare gli atteggiamenti di ostilità e scontro su aspetti personalistici"
Il Governo si propone di verificare la possibilità di soluzione condivise, continuando con quanto avviato dall'ex Ministro Severino. Le priorità sono due: le carceri e la giustizia civile, emrgenze per cui siamo molto carenti di fronte all'Europa.
Bisogna agire in modo "articolato", approvare il Ddl sulle sanzioni alternative ( detenzione domiciliare, lavori di pubblica utilità), e sulla messa alla prova, depenalizzazione di alcuni reati, l'irrilevanza penale del fatto e meccanismi riparativi per una Giustizia Mite, ridurre il sovraffollamento, favorire l'accesso dei tossicodipendenti, che attualmente sono 1/3 dei detenuti in Italia, all'affidamento terapeutico, completare il piano carceri con nuove strutture, ed incentivare il lavoro per i detenuti.
Mentre, per quanto riguarda la giustizia civile, e i suo tempi "priorità della politica", si impone un intervento straordinario di risorse, partendo dal rilancio della mediazione civile obbligatoria, e forti impulsi all'informatizzazione e al processo telematico, e innesto di manager nei Tribunali, per un recupero effettivo di efficienza ed efficacia.
Continua il Ministro ulteriore linea di azione, che mi sembra importante percorrere nell’ottica di una deflazione dei carichi giudiziari, attiene alla revisione della normativa sulla mediazione obbligatoria, tenendo conto dell’orientamento espresso dalla Corte Costituzionale, ed in esito ad un’ ampia e condivisa valutazione con tutti i principali operatori del settore. Lo strumento della mediazione - come dimostrano esperienze europee in sistemi giudiziari simili al nostro e come ha dimostrato anche la sia pur breve sperimentazione attuata nel nostro Paese nelle forme della obbligatorietà - si è rivelato di grande efficacia sotto il profilo dell’abbattimento del contenzioso civile, con un positivo effetto anche sul piano della composizione dei conflitti tra le parti, per circa la metà dei quali è stato raggiunto l’ accordo. È uno strumento che evidentemente necessita di una metabolizzazione sul piano culturale; quindi, quanto più si riuscirà a sensibilizzare l’opinione pubblica sui positivi risultati indotti dall’adesione a tale meccanismo, tanto più ne trarrà giovamento la macchina dell’Amministrazione della giustizia civile. Ovviamente, la diffusione di tale strumento dovrà essere accompagnata da regole deontologiche e di incompatibilità serie e rigorose, dal rispetto di un principio di competenza, da una adeguata professionalità dei mediatori.

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