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OUA: contraria alla mediazione obbligatoria

OUA: contraria alla mediazione obbligatoria
di Luca Clemente
Addetto Stampa CONCILIA LEX

E’ scontro tra i Saggi e l’OUA sulla mediazione obbligatoria.

Dopo il via libera del pool di tecnici nominato da Napolitano, si è registrata una nuova alzata di scudi da parte dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, che in data 12 aprile 2012 ha diffuso un comunicato stampa con cui è stato ribadito il no alla mediazione obbligatoria. "Non è in linea con le indicazioni dell’Unione europea", è scritto nel comunicato stampa.

Una motivazione generica, dunque, non aderente a quella della Corte Costituzionale, che invece l’ha dichiarata illegittima per “eccesso di delega”, con la sentenza 272/12.

Pertanto in “niet” dell’OUA, l’organismo politico forense maggiormente rappresentativo, ha suscitato il coro di dissenso di una parte consistente dell’avvocatura, che invece apprezza l’istituto, e ne è parte attiva, in qualità di mediatore e di formatore.

Tra i sostenitori più rappresentativi della mediazione c’è il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Michele Vietti, che in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2012 ha affermato: "La pretesa di far passare dal processo il contenzioso più alto d’Europa produce l’ingolfamento del sistema e dilaziona o addirittura non consente la risposta di giustizia.Nel settore civile" – ha aggiunto -" ciò significa percorrere con maggior coraggio forme di risoluzione alternativa delle controversie: mediazione, tentativo di conciliazione, arbitrato, anche interno a settori economici o sociali quale esemplarmente va strutturandosi nel sistema bancario e finanziario."

Dello stesso avviso il presidente della Corte di Cassazione, Ernesto Lupo, secondo cui "la giurisdizione è una risorsa limitata, delicata, costosa e preziosa e va riservata a garanzia di beni fondamentali, affidando gli altri beni a valide e diverse forme alternative di tutela."

Ma la schiera dei favorevoli alla mediazione non si esaurisce solo nei vertici del CSM e della Suprema Corte. Tra questi ci sono gli avvocati che già avevano adottato e apprezzato il nuovo assetto procedurale.

Come si evince dai dati statistici pubblicati dal Ministero della Giustizia, più del 90% dei mediatori sono avvocati, i quali vedono nella mediazione un’alternativa moderna alla giustizia statale, un’espressione del principio di sussidiarietà applicato alla sua amministrazione, proprio come richiesto dall’Europa.

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