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Nuove competenze: l’avvocato esperto in tecniche negoziali

Dalla disciplina della mediazione civile e commerciale emerge una nuova figura professionale, l’avvocato esperto di tecniche negoziali, che “assiste” la parte nella procedura di mediazione. Si parla quindi di nuove competenze (soft skills). Le competenze riguardano, ad esempio, la capacità di ascoltare in modo attivo, di sapere rimanere in silenzio, la capacità di comunicare con il cliente e con le controparti e di trarre elementi dalla comunicazione verbale e non verbale, di essere empatici, nonché di comprendere gli interessi delle parti al di là delle pretese giuridiche avanzate.

In sostanza si richiede una capacità di approfondire aspetti che vanno al di là di quelli giuridici ed appartengono alla sfera dei valori, dei sentimenti e delle emozioni che sono alla base di ogni conflitto. Inoltre l’avvocato che assiste la parte in mediazione deve conoscere la procedura di mediazione e quali siano i compiti del mediatore.

A tal proposito non pochi addetti ai lavori auspicano che sarebbe opportuno che queste diverse specializzazioni dell’avvocato esperto del processo e negoziatore comportino anche un confine netto tra le stesse e prevedere, anche a livello normativo, che l’avvocato che assiste il cliente in mediazione poi non possa rappresentarlo in un successivo giudizio. La ragione è evidente: l’avvocato che assiste la parte, secondo l’approccio del negoziato cooperativo, entra in comunicazione con la controparte e il suo legale, cerca di trovare un ventaglio di comuni interessi per arrivare a una soluzione soddisfacente per entrambe le parti in conflitto.

Se il negoziato fallisse, sarebbe molto difficile per l’avvocato negoziatore fare un passo indietro e applicare le tecniche di natura avversariale nel processo, secondo cui controparte è considerato un nemico da combattere e lo scopo è di convincere il giudice che il proprio cliente ha ragione. D’altra parte già questa separazione di ruoli è prevista dalla pratica collaborativa di cui si è detto, ove è d’obbligo per tutte le parti, i loro avvocati e gli eventuali terzi neutrali, prima di iniziare la procedura di negoziazione, di stipulare un contratto, in cui gli avvocati che assistono le parti nella procedura collaborativa si obbligano a dismettere il mandato e quindi a non difendere il proprio cliente qualora vi fosse un futuro ed eventuale giudizio che vede le due parti contrapposte.

A cura del responsabile scientifico Concilia Lex S.p.A., avv. Pietro Elia

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