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Mediazione 2.0: in arrivo un nuovo decreto con ampliamento delle competenze

Presto l’istituto della mediazione potrebbe ricevere un ampliamento delle competenze che andrebbero ad integrare l’art. 5 del decreto legislativo 28/2010 anche con materie attinenti al Tribunale delle Imprese. Si tratta di una voce proveniente dagli uffici di Via Arenula e che già ha trovato la strada battuta dall’approvazione alla Camera, lo scorso 10 marzo, del disegno di legge Delega al Governo recante disposizioni per l'efficienza del processo civile. Tali anticipazioni vengono rafforzate inoltre dalle ultime affermazioni del Guardasigilli, Andrea Orlando, durante una conferenza stampa presso il Ministero all’inizio del mese scorso e dalle parole da lui stesso pronunciate (durante la presentazione dell’ultimo convegno del CNF lo scorso 26 maggio) sui propositi di favorire ed intensificare l’adozione degli strumenti di Adr da parte del Governo.

Ma ecco i dettagli. Durante la conferenza stampa di inizio mese organizzata dal ministero della Giustizia, Orlando, parlando di snellimento del processo civile (che entro la fine del 2016 dovrebbe esaurirsi in 367 giorni) aggiunge che già lo scorso anno 57 tribunali hanno fatto registrare tempi medi comunque inferiori all’anno. È il caso del Tribunale delle Imprese, nato nel 2012, che detiene l’80% di definizioni in primo grado entro un anno e quattro sentenze su cinque di primo grado confermate in appello. In tal senso va dunque l’anticipazione dell’ampliamento delle competenze del Tribunale delle imprese societarie (ad esclusione di materie attinenti la proprietà intellettuale) che saranno esperite nel campo della mediazione obbligatoria, e quindi dell’integrazione dell’art.5 del decreto 28/2010, che disciplina la mediazione stessa.

All’ultimo convegno CNF dello scorso 26 maggio Orlando ha invece sottolineato come stia pensando “ad un ulteriore allargamento delle materie obbligatoriamente destinate alla mediazione e che “Questo Governo ha ritenuto sin dall’inizio di intervenire sul fronte della domanda di giustizia favorendo strumenti di risoluzione alternativi alla giurisdizione. Strumenti, questi, in parte già previsti nel nostro ordinamento, ma che possono e debbono ancora essere rafforzati.”.

Infine, qualche dato interessante, che emerge proprio dall’ultimo convegno del CNF sulle ADR. Per quanto riguarda il procedimento di mediazione, i numeri parlano di un ancora basso 44,9% della parte invitata che si presenta. Quando però la parte invitata compare, l’esito positivo delle mediazioni è del 43,5%. Il che conduce al nodo principale della procedura di mediazione: il primo incontro, argomento di cui non si discute mai abbastanza.

A cura dell' Addetto Stampa Concilia Lex S.p.A., dott.ssa Jenny Giordano

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