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Concilia Lex S.p.A. incontra il Guardasigilli Alfano

L’organismo di mediazione campano, Concilia Lex S.p.A., incontra il Ministro della Giustizia Alfano. Il Guardasigilli rassicura sull’obbligatorietà della mediazione che “non si tocca”! Resi noti anche i primi dati statistici sulla mediazione.

Grande interesse e adesione ha riscosso il convegno-dibattito sulla mediazione, organizzato dal Ministero della Giustizia e svoltosi mercoledì scorso, 25 maggio, a Roma presso l’Auditorium Parco della musica. In una sala gremita e incandescente si sono riuniti i rappresentanti degli organismi di conciliazione provenienti da tutt’Italia, tra cui anche l’organismo campano Concilia Lex S.p.A., i mediatori ed illustri personalità del dicastero di Via Arenula nonché esponenti del mondo giuridico, professionale ed imprenditoriale del Bel Paese. Qualità del servizio di mediazione, professionalità e competenza del mediatore sono i punti salienti emersi dal dibattito. Lo ha sottolineato in primis il capo dell’ufficio legislativo del Ministero di giustizia, Augusta Iannini, che ha sollecitato gli organismi presenti a fare sempre meglio e “ad investire e promuovere la mediazione volontaria e derivante da clausole contrattuali”. E’ stata ribadita l’importanza della mediazione quale strumento innovativo e competitivo per cittadini, enti ed imprese. Come affermato dal Magistrato Iannini, la logica del “mi conviene” propria della mediazione è migliore e preferibile rispetto a quella del “ho ragione” propria dell’istituto giurisdizionale per molteplici motivi quali principalmente la drastica riduzione dei tempi e dei costi processuali ed il mantenimento dei rapporti commerciali e civili tra le parti coinvolte.

Lo stesso Ministro Angelino Alfano, intervenuto al convegno, ha sottolineato quale elemento indispensabile per l’affermazione della procedura conciliativa la qualità e l’affidabilità del servizio di mediazione offerto dagli organismi di conciliazione, i quali “non saranno guardati con occhi distratti né benevoli” proprio per garantire l’efficienza del servizio e il rispetto delle regole. Con carisma e autorevolezza il Guardasigilli ha rassicurato sull’obbligatorietà dell’istituto della mediazione civile e commerciale: “l’obbligatorietà c’è e rimane per consolidare la cultura della mediazione”. Ha proseguito sostenendo come l’elevato numero di contenzioso in Italia costituisca un vero e proprio avvelenamento per la società e come la mediazione si inserisca in un progetto di riforma della giustizia civile più ampio che comprende pure la digitalizzazione del processo e il riordino dei riti. “E’ necessario – ha continuato l’Onorevole Alfano – abbassare il numero di cause che entrano nei tribunali, accelerare il numero di cause uscenti ed aggredire contestualmente l’arretrato civile”. E la mediazione si colloca pienamente in questo progetto! Inoltre, il Ministro ha sottolineato la virtuosità dell’istituto della mediazione che “se penetra nella società darà ottimi frutti” a beneficio non solo del sistema della giustizia grazie allo smaltimento dell’arretrato civile ma anche a favore del mercato del lavoro grazie all’opportunità lavorativa data a tanti giovani.

Su questa linea di modernità ed efficienza si segnalano gli interventi di altre personalità di spicco del mondo professionale e imprenditoriale presenti al convegno quali quella del presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, che ha definito la mediazione come un “passo in avanti per il benessere generale del paese” e il Vice Segretario Generale di Unioncamere, Tiziana Pompei, che ha raccontato l’esperienza positiva del metodo conciliativo esperito dalle Camere di Commercio.

La seconda parte del convegno è stata dedicata all’analisi e al commento dei primi dati statistici forniti dal Ministero di Giustizia sul flusso della mediazione civile nel periodo che va dal 21 marzo 2011, giorno in cui è diventato obbligatorio esperire il tentativo di conciliazione, al 30 aprile. Sono 1.336, su quasi 6.000 fra iniziali e sopravvenute, le procedure di mediazione definite in poco più di un mese. Di queste 304 hanno avuto un buon esito e 1.032 non hanno raggiunto l’accordo; il dato assoluto degli accordi raggiunti è influenzato dal numero delle mancate partecipazioni delle controparti al procedimento di mediazione. Si è rilevato che quando entrambe le parti si siedono al tavolo della mediazione, l’accordo viene quasi sempre raggiunto; in tal caso, infatti, il tasso di successo si attesta al 71%. Altro dato interessante è che quasi ¾ delle parti partecipa alla mediazione con l’assistenza del proprio legale di fiducia. Infine altro dato di rilievo riguarda i mediatori: il 60% degli attuali mediatori sono avvocati, poi commercialisti e notai.

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