FAQ

Cos'è l'arbitrato?

E' uno strumento per la risoluzione delle liti commerciali o di controversie insorte nell'ambito di diritti disponibili, alternativo all'ordinaria via giudiziaria. Le parti scelgono l'arbitro o gli arbitri, i soggetti che scioglieranno la lite

Come funziona?

Le parti devono scegliere di comune accordo di ricorrere all'arbitrato, o inserendo un'apposita clausola contrattuale che preveda la sottoscrizione di una convenzione arbitrale, o stipulando un compromesso arbitrale, quando la controversia è già insorta tra le parti ed in assenza di una preventiva clausola arbitrale.

Quanti sono gli arbitri in un procedimento?

Le parti stesse stabiliscono nella clausola la composizione dell'organo arbitrale, se in un arbitro unico o in un collegio arbitrale: quando le parti optano per un collegio, ciascuna parte nomina il proprio arbitro nell'atto introduttivo e le stesse, di comune accordo, nominano il terzo arbitro con funzione di presidente di collegio. Se le parti non hanno espresso specifica previsione, è il Consiglio Arbitrale a decidere sulla nomina di un arbitro unico o di un collegio arbitrale.

Chi è l'arbitro?

Non sono previsti requisiti professionali. Gli arbitri della Camera Arbitrale Concilia Lex S.p.A. vengono scelti dall'albo arbitri, nel quale sono iscritti esperti in materie giuridiche, economiche e tecniche, imparziali ed indipendenti rispetto alle parti e adeguatamente formati sull'arbitrato e le sue tecniche procedurali.

Quanto dura un procedimento arbitrale?

Il provvedimento che scioglie la lite deve essere emesso entro duecentoquaranta giorni dalla costituzione formale dell'organo giudicante. Il Consiglio Arbitrale, considerati gli atti istruttori, può eventualmente prorogare il termine per la pronuncia del provvedimento finale.

Come si conclude una procedura arbitrale?

Il procedimento si conclude con la redazione di un lodo arbitrale, la decisione con cui gli arbitri, esaminati atti e documenti, accolgono o respingono le richieste formulate dalle parti. Il lodo ha lo stesso valore di una sentenza emessa dal giudice, fermo restando che, al fine di ottenere l'esecutività, è comunque necessario il deposito ex-art. 825 c.p.c. Il Tribunale, accertata la regolarità formale del lodo, lo dichiara esecutivo con decreto. Il lodo reso esecutivo è soggetto a trascrizione.

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