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Osservazioni e suggerimenti per migliorare l’istituto della mediazione

Al Ministero della Giustizia

Gent.ma Dott.ssa Saragnano,
con la presente vorrei manifestarLe, in qualità di Presidente di Concilia Lex S.p.A., organismo di mediazione accreditato con P.D.G. n.143 del 13-01-2011 ed ente di formazione accreditato con P.D.G. n. 211 del 21-09-2011, il mio rammarico per lo stato attuale in cui versa la disciplina della mediazione civile.
Al contempo, mi permetto con estrema umiltà di esporLe alcuni suggerimenti per incentivare e migliorare il servizio di mediazione reso all’utenza da parte degli operatori del settore.

Dall’entrata in vigore dell’istituto della mediazione civile ho notato una serie di anomalie, che vorrei porre alla Sua attenzione:
1. Una prima anomalia riguarda gli organismi pubblici di mediazione in particolare quelli istituiti dai Consigli degli Ordini degli Avvocati. Tali organismi, proprio perché creati all’interno dei tribunali, non sono improntati ad incentivare la mediazione in quanto permeati dalla loro primordiale natura di organo giudiziario. Sarebbe opportuno, ai fini del buon esito della mediazione, che la stessa venga svolta in una struttura che esula dalla giustizia ordinaria, in un ambiente neutrale e riservato. Inoltre pare abbastanza paradossale che la mediazione venga effettuata in un contesto palesemente avverso come promana dalla stragrande maggioranza degli appartenenti alla categoria dell’Avvocatura.
2. Altro aspetto che mi preme sottolineare è la disparità di condizioni e situazioni di partenza esistente tra gli organismi pubblici e quelli privati; gli organismi pubblici, infatti, vantano una posizione privilegiata in quanto sono sorti all’interno di realtà pubbliche già esistenti (Ordini professionali, Camere di Commercio) quindi godono di un flusso di mediazioni più elevato e continuo grazie alla loro veste pubblica e al giro di professionisti che gravitano al loro interno oltre che di locali già a disposizione per lo svolgimento delle attività stesse.
3. Altra defaillance riguarda l’assenza di controlli e verifiche sull’attività degli organismi di mediazione e degli enti di formazione. Ne consegue un totale e libero arbitrio per cui ogni organismo o ente di formazione interpreta a proprio giudizio la normativa di riferimento ed agisce a proprio piacimento ponendo in essere azioni che minano la qualità del servizio di mediazione e di formazione come, ad esempio, gli eccessivi sconti e le promozioni “da discount” sulle indennità di mediazione o sui costi dei corsi.

A fronte di questo increscioso stato di fatto, pongo alla Sua cortese attenzione alcuni suggerimenti sperando di apportare un piccolo contributo per migliorare la disciplina della mediazione. Ecco alcune proposte:
1. Gli organismi pubblici non dovrebbero svolgere le mediazioni all’interno delle proprie strutture a salvaguardia del principio di riservatezza della mediazione e dell’imparzialità di chi ne eroga il servizio. La riservatezza, quale dogma fondamentale su cui poggia il procedimento di mediazione, dovrebbe essere tutelata e rafforzata ponendo in essere norme specifiche che dovrebbero essere rispettate sia dagli organismi di mediazione che dalle loro sedi operative.
2. Tutti gli organismi si dovrebbero dotare di un software per la gestione degli affari di mediazione che dovrebbe essere collegato ad un programma informatico del Ministero della Giustizia in modo da rendere più immediato il controllo sulle attività poste in essere.
3. Occorrerebbe una rivisitazione attenta di tutti gli organismi di mediazione ed enti di formazione accreditati depennando quelli che con il loro operare sregolato non fanno altro che ostacolare o danneggiare l’istituto della mediazione attraverso controlli frequenti e costanti.
4. Sarebbe auspicabile creare una sorta di agenzie di controllo ubicate presso ogni distretto di Corte d’Appello in modo da poter meglio effettuare verifiche periodiche ed efficaci sull’attività di organismi ed enti.
5. Ultimo ma importantissimo suggerimento riguarda la necessità di pianificare e avviare un’adeguata campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione relativa al ricorso alla mediazione civile in quanto vi è ancora troppa disinformazione e scetticismo nell’opinione pubblica riguardo a tale istituto e ai suoi benefici. Si potrebbe pensare, magari, al versamento di una quota annuale da parte di tutti gli organismi e degli enti di formazione per agevolare il Ministero della Giustizia nell’attivazione di un’efficace campagna informativa tramite l’utilizzo integrato di vari canali di comunicazione (tv, stampa, web).

Confidando in un Suo cortese riscontro, Le porgo cordiali saluti

Nocera Inferiore, 25 luglio 2012

Presidente di Concilia Lex S.p.A.
Dott. Carmelo Cavallaro

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